IPAP-Quaglino-DescondoGian Piero Quaglino, I quaderni di Eduardo Descondo, Moretti & Vitali Editori (“Narrazioni della conoscenza”), Bergamo 2018. Invitato a un convegno sul tema del denaro, a Eduardo Descondo torna in mente il corso Sul buon uso del denaro a cui aveva partecipato, molti anni prima, all’Istituto Pesaventa. In quell’occasione aveva incontrato Carlos Albasuelo, Marcelo Malavista e Lumir Medana, e ne era nato un sodalizio inossidabile. I quattro avevano deciso che ogni anno avrebbero scelto insieme a quali altri corsi iscriversi, e che da quel momento sarebbero stati la “Compagnia del Mitra”, dal nome del caffè ai cui tavolini si ritrovavano a fine giornata per chiacchierare del più e del meno. Nella grande scatola verde sul suo tavolo di lavoro, Descondo custodisce quelli che gli piace chiamare i Pesaventa Papers: ci sono i suoi Quaderni di Appunti dei vari corsi, seminari e conferenze a cui i quattro hanno partecipato e pure gli Scritti Improbabili che ciascuno coltiva in segreto. Questo volume raccoglie i materiali dei primi due anni di avventure (e disavventure) della “Compagnia del Mitra” all’Istituto Pesaventa. Gian Piero Quaglino è direttore della Scuola di Formazione Permanente dell’Istituto di Psicologia Analitica e Psicodramma (IPAP) di Ivrea.
IPAP-Gasca-TrivelliGiulio Gasca e Carola Palazzi Trivelli, La schizofrenia nel test di Rorschach. Un’analisi di 124 protocolli, Edizioni FrancoAngeli (“Psicoterapie”), Milano 2018. Il test di Rorschach può diagnosticare la schizofrenia o escluderla? Può dare indicazioni sulla sua evoluzione e sulle possibilità di cura? Dal confronto con le ricerche finora svolte e i risultati di uno studio accurato di 124 protocolli Rorschach emerge un’interpretazione unitaria dell’essenza sottostante alle molteplici forme del disturbo schizofrenico: l’impossibilità di stabilire cosa, in una data situazione, sia rilevante e pertinente. Il Rorschach ci permette di entrare dentro il funzionamento di una mente schizofrenica, nell’acuzie e nell’intorpidimento, cogliendone tutte le sfaccettature. La schizofrenia si configura come una crisi epistemologica personale, un modo estremo dell’essere umano di reagire alla complessità e alla contraddittorietà dell’esistenza, cui il soggetto reagisce introducendo specifici meccanismi di difesa contro il caos, quali il limitare il campo di interessi, il razionalismo morboso o la frammentazione dell’esperienza. Il Rorschach rispecchia il modo in cui l’individuo si rapporta alla realtà che, come le tavole del test, è spesso ambigua. Il ricercatore, di fronte ad un materiale ambiguo, a differenza dello schizofrenico, cerca di selezionare tra le nuove forme quelle valide.
IPAP-Jung-e-Ivrea-cover-cut-lowAA.VV., Jung e Ivrea (“L’Ombra”, Nuova serie, Vol. 9, N. 1, Anno 2018), a cura di Riccardo Bernardini, Moretti & Vitali Editori (“Il Tridente Campus”), Bergamo 2018. Il volume raccoglie gli atti della giornata di studi “Jung e Ivrea. L’anima di un territorio tra imprenditoria, cultura e psicoanalisi”, organizzata dall’IPAP presso il Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti” di Ivrea il 15 ottobre 2016. Con contributi di Alessandra Agnolon, Paolo Aite, Lorenzo Ardissone, Pino Barra, Angelo Benessia, Riccardo Bernardini, Ernst Bernhard, Wilma Bosio Blotto, Roberta Bussa, Rita Bussi, Roberto Cazzola, Antonio Cinotto, Alessandro Croce, Beniamino de’ Liguori Carino, Alberto Favole, Andrea Franciosi, Mariella Gambino Loriga, Maurizio Gasseau, Alwine von Keller, Tamar Kron, Michele Graziadei, Marzia Loriga, Sabina Loriga, Vincenzo Loriga, Romano Màdera, Giancarlo Magno, Fabio Merlini, Robert M. Mercurio, Angela Michelis, Mauro Palomba, Antonio Perazzo, Alessandra Perugini, Paolo Quagliarella, Gian Piero Quaglino, Augusto Romano, Alessandro Sabolo, Alberto Saibene, Elvira Signaroldi, Diego Targhetta Dur, Emanuele Trevi, Ferruccio Vigna, Antonio Vitolo e Anna Zacchello. Il volume include repertori d’archivio a cura della Associazione Archivio Storico Olvetti e degli eredi Loriga (Copertina; Indice e Nota curatoriale).
IPAP-Eranos-85-Years-coverFabio Merlini e Riccardo Bernardini (a cura di), Eranos 85 Years. 85 anni di Eranos. 1933-2018, Nino Aragno Editore (“Biblioteca Aragno”), Torino 2017 (fuori commercio). La parola eranos, in greco antico, significa “banchetto”, un convivio che prende vita grazie ai contributi liberamente apportati dai commensali. Nel 1933 nacque un moderno “Eranos” ad Ascona, sulle rive del Lago Maggiore.  È qui che prese vita il progetto di Olga-Fröbe Kapteyn (1881-1962): creare un “luogo di incontro e di esperienza”, un “libero spazio per lo spirito”, dove le filosofie orientali e occidentali avrebbero potuto incontrarsi e dialogare. A Eranos si radunarono molti tra gli studiosi più influenti nella cultura del XX secolo. Unico centro congressuale internazionale attivo in Europa durante la guerra, Eranos ha anticipato di molti anni il tema odierno dell’interdisciplinarietà, offrendo un contributo straordinario alla storia intellettuale europea. Questo volume, pubblicato in occasione dell’85° anniversario dei Convegni di Eranos (1933-2018), raccoglie gli indici analitici delle conferenze tenute dal 1933 al 2016, oltre a materiali di archivio fotografici e documentali, editi e inediti, a firma di alcuni dei suoi principali protagonisti (C.G. Jung, Mircea Eliade, Henry Corbin, James Hillman).
IPAP-Romano-Inconscio-a-TorinoAugusto Romano, L’inconscio a Torino. La psicologia del profondo nella Torino del Novecento: editoria, scuole, testimoni, Nino Aragno Editore (“Biblioteca Aragno”), Torino 2017. La psicoanalisi a Torino: questo volume racconta chi ha introdotto Freud, Adler e Jung (la triade originaria, cui si sono poi aggiunti altri insigni personaggi, per esempio Lacan) in terra piemontese; quali gruppi si sono formati e quale ne è stata la storia; se ci sono state diaspore e formazioni eterodosse. Inoltre, Torino è stata la culla della editoria psicoanalitica, ed è parso opportuno ricostruirne le vicende, trasformandole in un blando romanzo giallo. Torino e la psicoanalisi: l’accostamento ha anche suggerito riflessioni sui possibili legami tra le due realtà, considerate come soggetti animati, portatori di qualità personali, di atteggiamenti, di simpatie e idiosincrasie. Una tentazione che molto deve a intuizioni e fantasie che, insieme alla vasta e inevitabile aneddotica, spesso conferiscono al libro un andamento narrativo. Tanto più che l’autore è egli stesso analista, non alieno da passioni letterarie. Si potrà allora dire che la elusività della città dai tanti volti sembra rispecchiare con segreta complicità il carattere tortuoso e molteplice delle dottrine analitiche e delle loro applicazioni cliniche.
IPAP-Bernhard-lettere-a-DoraErnst Bernhard, Lettere a Dora dal campo di internamento di Ferramonti (1940-41), a cura di Luciana Marinangeli, Nino Aragno Editore (“Biblioteca Aragno”), Torino 2016. L’Istituto è lieto di presentare la ripubblicazione della corrispondenza tra Ernst e Dora Bernhard (edita nel 2011), realizzata con una fascetta celebrativa in occasione della giornata di studi “Jung e Ivrea. L’anima di un territorio tra imprenditoria, cultura e psicoanalisi”, organizzata presso il Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti” di Ivrea il 15 ottobre 2016. Ernst Bernhard (1896-1965), pediatra e psicoanalista tedesco, studiò con impegno l’analisi freudiana e junghiana. Dal 15 ottobre 1935 al 17 marzo 1936 lavorò con Carl Gustav Jung. Si trasferì in Italia nel 1936 e si stabilì a Roma, dove strinse amicizia con gli psicoanalisti più conosciuti della capitale. Arrestato nel giugno 1940 per effetto delle leggi razziali, fu internato a Ferramonti di Tarsia, da dove mantenne un rapporto epistolare con la moglie, Dora Friedländer (1896-1998). Lasciò il campo l’11 aprile 1941, grazie all’intervento dell’orientalista Giuseppe Tucci. Riprese la sua attività professionale prima a Roma e poi a Bracciano, dove fondò l’Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA). Il suoi scritti sono stati raccolti postumi da Hélène Erba-Tissot nella Mitobiografia (Adelphi, Milano 1969).
IPAP-NeumannErel Shalit and Murray Stein (Eds.), Turbulent Times, Creative Minds. Erich Neumann and C.G. Jung in Relationship (1933-1960), Chiron Publications, in collaboration with Recollections LLC, Wilmette, Il 2016. The volume gathers the proceedings of “The Jung-Neumann Letters – An International Conference in Celebration of a Creative Relationship”, held at Kibbutz Shefayim, Israel, on April 24-26, 2015, at the occasion of the publication of Analytical Psychology in Exile. The Correspondence of C.G. Jung and Erich Neumann, ed. Martin Liebscher (Princeton University Press, Princeton, NJ 2015). The book includes contributions by Henry Abramovitch, Riccardo Bernardini, Batya Brosh, Joseph Cambray, Thomas Fischer, Nancy Swift Furlotti, Christian Gaillard, Ulrich Hoerni, Andreas Jung, Tom Kelly, Thomas B. Kirsch, Nomi Kluger-Nash, Tamar Kron, Debora Kutzinski, Rivka Lahav, Ann Conrad Lammers, Martin Liebscher, Ralli Loewenthal-Neumann, Angelica Löwe, Paul Mendes-Flohr, Julie Neumann, Micha Neumann, Gideon Ofrat, Rina Porat, Jörg Rasche, Erel Shalit, Murray Stein, and Jacqueline Zeller. On the same topic, Pacifica Graduate Institute subsequently hosted the Public Program “Creative Minds in Dialogue. The Relationship between C.G. Jung and Erich Neumann”, held in Santa Barbara, California, on June 24-25, 2016.
IPAP-Spring92AA.VV., Eranos – Its Magical Past and Alluring Future: The Spirit of a Wondrous Place, “Spring: A Journal of Archetype and Culture”, Vol. 92, ed. Riccardo Bernardini, Spring Journal, Inc., New Orleans, LO 2015. Spring is the oldest Jungian psychology journal in the world and is organized around a contemporary issue in the areas of archetypal and Jungian psychology. Spring has had a longing-standing connection to Eranos and has published through the decades articles by many of the key figures who presented at the Eranos Conferences. This issue focuses on Eranos’s history, cultural heritage, and future perspectives. It gathers a series of contributions by renowned specialists, together with a series of essays by great authors of the past, whose gratitude to Eranos is testified to in their writings. Historical essays re-published here are by Carl Gustav Jung, Henry Corbin, Mircea Eliade, Adolf Portmann, and Rudolf Ritsema. We are also honored to publish for the first time an article by the founder of Eranos, Olga Fröbe-Kapteyn, entitled The Psychological Background of Eranos (1939), originally presented at the Analytical Psychology Club in New York. In addition more than fifty previously unpublished photographs from the Eranos Archives have been made available to Spring through the Eranos Foundation for this celebratory volume.
IPAP-Quaglino-Formazione-MetodiGian Piero Quaglino (a cura di), Formazione. I metodi, Raffaello Cortina Editore (fuori collana), Milano 2014. Negli ultimi trent’anni la formazione non solo ha moltiplicato la sua presenza nei più differenti contesti organizzativi e istituzionali, ma ha anche ampliato notevolmente il suo orizzonte di disciplina e di attività destinata allo sviluppo di conoscenze, competenze, capacità. Lungo questo cammino, la formazione ha saputo essere un luogo e un laboratorio di sperimentazione e innovazione di metodologie didattiche, così da mutare profondamente e arricchire significativamente i nostri modi di pensare e costruire l’apprendimento. Questo volume si propone di presentare un ampio panorama di metodi formativi: da quelli più “classici”, come la lezione e il role play, a quelli più specificamente centrati sul gruppo e il lavoro di gruppo; da quelli ispirati dalle nuove tecnologie a quelli focalizzati sul cambiamento e lo sviluppo organizzativo; da quelli più personalizzati come il coaching e il counselling a quelli che coltivano l’ambizione di favorire e sostenere “la conoscenza e la cura di sé”. È dunque uno strumento indispensabile per tutti coloro che, a vario titolo, operano nel mondo della formazione: che la utilizzano e la offrono, la progettano e la realizzano.
IPAP-Bernardini-Quaglino-Romano-Opicino
IPAP-Opicinus
Carl Gustav Jung, I miti solari e Opicino de Canistris. Appunti del Seminario tenuto a Eranos nel 1943, a cura di Riccardo Bernardini, Gian Piero Quaglino e Augusto Romano, Moretti & Vitali Editori (fuori collana), Bergamo 2014 (English edition: The Solar Myths and Opicinus de Canistris. Notes of the Seminar given at Eranos in 1943, eds. Riccardo Bernardini, Gian Piero Quaglino, and Augusto Romano, Daimon Verlag, Einsiedeln 2015). Nel 1943, in occasione del Convegno di Eranos su Le religioni del Sole nel Mediterraneo, Carl Gustav Jung tenne un seminario “estemporaneo” su I miti solari e Opicino de Canistris. Questo libro, sulla base di una minuziosa ricerca documentale in fondi archivistici ed epistolari, presenta per la prima volta tutto ciò che di quel seminario è stato possibile reperire: gli appunti presi da due sue allieve, Alwine von Keller e Rivkah Schärf Kluger, e la traccia che Jung stesso aveva preparato per il suo intervento. Al di là dei miti solari, un tema che attraversa l’opera junghiana da Simboli della trasformazione (1912) in poi, è l’attenzione di Jung per Opicino de Canistris (1296-1352 ca.), sacerdote e cartografo pavese, a rappresentare un motivo di interesse del tutto particolare. Jung interpretò infati le “mappe del mondo” realizzate da Opicino come dei mandala, segnati però da una mancata integrazione dell’Ombra, quel principio oscuro irredento e forse, in fondo, irredimibile dell’animo umano, e da un conflitto psicologico a cui il religioso – il primo caso conosciuto di parafrenia nella storia della psichiatria – sembrò soccombere.
IPAP-Aizenstat-Vegliare-il-sognoStephen Aizenstat, Vegliare il sogno. Teoria e pratica del Dream Tending, edizione italiana a cura di Riccardo Bernardini e Gian Piero Quaglino, Moretti & Vitali Editori (“Il Tridente”), Bergamo 2013. L’altra notte abbiamo fatto il più sorprendente dei sogni. Le immagini del sogno hanno parlato alla nostra parte più intima, indicandoci una direzione per la nostra vita o mostrandoci una parte di noi in cerca di qualcosa di più. A distanza di qualche ora, però, alla luce del giorno, il sogno che ci ha così ispirato se ne è andato per sempre… oppure no? I sogni non sono fantasmi che vivono solo lo spazio di una notte, ma una realtà presente e viva, con cui entrare in contatto e da cui apprendere anche nella vita quotidiana. In Vegliare il sogno, l’autore espone la teoria e la pratica del Dream Tending, un approccio di lavoro con il sogno elaborato in una esperienza oltre trentennale. Attraverso il Dream Tending è possibile trasformare i personaggi degli incubi in validi mentori; portare nuovo calore e nuova intimità nelle proprie relazioni; superare ossessioni, compulsioni e dipendenze; entrare in contatto con le capacità di guarigione del sogno attraverso il dialogo con le immagini curative; scoprire il potenziale della propria creatività non ancora sfruttato; e, anche, vedere il mondo intorno a sé in una nuova luce (Copertina; Indice e Prefazione all’Edizione italiana).
IPAP-Jung-AforismiIPAP-Jung-Aforismi-dell-inconscioCarl Gustav Jung, Aforismi, a cura di Gian Piero Quaglino e Augusto Romano, Bollati Boringhieri (“I grandi pensatori”), Torino 2012; Aforismi dell’inconscio, a cura di Gian Piero Quaglino e Augusto Romano, Bollati Boringhieri (“I grandi pensatori”), Torino 2014. Non tutti sanno che il padre della psicologia analitica è stato anche un grande scrittore. O, se vogliamo, uno scrittore tout court. In questi libri, che hanno l’agilità di una piccola enciclopedia portatile, sono state raccolte brevi formule tratte dalla sua intera opera, folgoranti battute (di spirito e non) che dimostrano la capacità di concentrare un pensiero in pochi giri di dense parole, di andare oltre il ristretto ambito specialistico della psicoterapia e di divagare attraverso i percorsi più stravaganti su argomenti insoliti e spesso molto eccitanti. Jung interroga per noi il diavolo, la vita, il corpo, la colpa, il dolore e ci restituisce in una sola frase tutto il senso della sua esperienza umana e intellettuale. Avventurarsi nella sconfinata opera di Jung è, del resto, un’emozione che ripaga sempre. Un numero crescente di lettori sa bene quale forza di attrazione posseggano quei testi, dove la psiche umana dispiega tutta la sua fantasmagoria. Com’è possibile, allora, dare un’idea di tale iridescenza in poche decine di voci? Per ciascun concetto vengono scelti dei passi rivelatori, che nell’insieme ricompongono l’enigma dell’inconscio. I capisaldi del pensiero junghiano – celeberrimi come archetipo, inconscio collettivo, sogno e sincronicità, o altrettanto essenziali, come le figure ambivalenti che popolano il teatro psichico – sono qui, a portata di mano.
IPAP-Bernardini-Jung-a-Eranos-lowRiccardo Bernardini, Jung a Eranos. Il progetto della psicologia complessa, Edizioni Franco Angeli (“Psicoterapie”), Milano 2011. A Eranos, la straordinaria sequenza di convegni interdisciplinari inaugurata nel 1933, Jung delineò più chiaramente l’idea di psicologia complessa: si trattava del disegno di una vera e propria psicologia generale, con cui le altre scienze – dalla storia delle religioni alla filosofia, dalla teologia all’antropologia, dalla storia dell’arte alle scienze naturali – avrebbero potuto dialogare. Ciò che Jung intendeva realizzare a Eranos fu un ambizioso, irripetuto e, per molti aspetti, ancora attuale modello di studio comparato dell’anima umana, a cui sarà necessario ritornare e da cui sarà forse possibile ripartire per ogni futuro serio tentativo di dialogo interdisciplinare. Il libro, di impostazione storiografica e basato su documentazione fino a questo momento inedita, ricostruisce la partecipazione di Jung a Eranos alla luce del progetto di psicologia complessa. Vengono esplorati i territori del contributo teorico di Jung a Eranos, l’itinerario intellettuale junghiano lungo un ventennio di conferenze e, infine, le tracce delle pionieristiche iniziative promosse da Jung a lato dei convegni, rilette come altrettanti passaggi fondativi della psicologia complessa.
IPAP-Quaglino-Scuola-della-vitaGian Piero Quaglino, La scuola della vita. Manifesto della terza formazione, Raffaello Cortina Editore (fuori collana), Milano 2011. In questo saggio, scritto a distanza di oltre venticinque anni da Fare formazione (1985), Gian Piero Quaglino sostiene l’idea di una nuova formazione, non più orientata esclusivamente alle mutevoli esigenze organizzative e al “mondo esteriore”, ma capace anche di parlare di ciò che più ci sta a cuore: il corso della nostra stessa vita. Questo “manifesto della terza formazione” è, dunque, la proposta di un cammino di apprendimento per coltivare se stessi attraverso un esercizio di riflessione e di interpretazione, di immaginazione e di narrazione, verso un traguardo sempre nuovo di formazione e trasformazione personale. Non si parla tuttavia, in queste pagine, dei temi della scuola della vita: essi sono infiniti quanto immenso è “l’oceano dei fiumi delle storie” che la nostra vita contiene così come quella di chiunque altro, in ogni tempo e in ogni luogo. Si parla piuttosto dei modi, cioè di un possibile percorso, di un itinerario, che sia per il cammino di formazione un esercizio e una pratica a cui ciascuna di queste infinite storie, di questi eventi, di questi casi, possa affidarsi, per il nostro tramite, diventando occasione preziosa e possibilità unica di un apprendere restituito e consegnato a noi stessi.
IPAP-Il-sognoMaurizio Gasseau e Riccardo Bernardini (a cura di), Il sogno. Dalla psicologia analitica allo psicodramma junghiano, Edizioni Franco Angeli (“Psicoterapie”), Milano 2009. Il volume presenta una panoramica di scritti che mettono in luce alcune questioni teoriche relative alla interpretazione del sogno e una serie di aspetti del lavoro clinico sul sogno. La prima parte del lavoro si rifà alla presenza del sogno nelle culture antiche – dai riti di incubazione dell’Antico Egitto ai templi di Asclepio nel Mediterraneo – e a quanto la psicologia analitica nella storia dell’umanità abbia sempre trovato nutrimento e materiale di studio comparativo. La seconda parte tratta dell’interpretazione del sogno nell’ambito della psicologia analitica, tentando di rispondere a una serie di interrogativi: è possibile postulare l’esistenza di sogni anticipatori? Come lavorare sui sogni prospettici, sugli incubi o sui sogni ricorrenti? Che significato può avere una successione di sogni? Come dialogare con il sogno, senza che l’interpretazione vada a discapito della vitalità delle immagini oniriche? La terza parte entra nell’ambito del lavoro sul sogno nello psicodramma junghiano, esponendo le modalità di rappresentazione, di conduzione e di amplificazione di differenti categorie di sogni nei gruppi.
IPAP-Blandino-Psicologia-come-funzione-della-mente-lowGiorgio Blandino, Psicologia come funzione della mente. Paradigmi psicodinamici per le professioni di aiuto, UTET (“UTET Università”), Torino 2009. L’idea che sottende il lavoro di Giorgio Blandino è la possibilità di pensare la psicologia non solo come a una disciplina scientifica o a una professione sociale, ma anche, e ancor prima, come a una “funzione della mente”. Si tratta di guardare alla psicologia come a una potenzialità, applicabile in tutte quelle situazioni o professioni “ad alto tasso di relazionalità”: da quelle strettamente psicologiche a quelle, più in generale, di cura e aiuto: infermieri, medici, assistenti sociali e operatori sociali; da quelle educativo-formative, come sono le funzioni svolte da insegnanti, educatori e formatori, a quelle gestionali, ovvero di coloro che gestiscono gruppi di lavoro o strutture organizzate. Dall’altro lato, concepire la psicologia come “funzione della mente” implica che la psicologia diventi essa stessa un criterio per valutare la validità di una qualsiasi azione individuale, gruppale, istituzionale o sociale: la validità di ogni azione, in altre parole, può essere misurata sulla base della sua capacità e utilità nel far crescere gli individui e le comunità, nel promuovere salute mentale o nell’ostacolarla, nel favorire un atteggiamento scientifico verso la vita e la conoscenza.
Quaglino-Romano-Bernardini-Jung-a-Eranos-1933-1952-lowGian Piero Quaglino, Augusto Romano e Riccardo Bernardini (a cura di), Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952, Antigone Edizioni (“Acheronta movebo”), Torino 2007. Luogo di incontro tra Oriente e Occidente, Eranos (dal greco, “banchetto”, “picnic”) è andato configurandosi come un laboratorio di ricerca sulle strutture universali sottostanti al fenomeno religioso, dove l’interesse di Jung per la mitologia e la fenomenologia della religione diventò il punto di contatto tra il suo pensiero e quello di molti studiosi tra i più significativi del XX secolo. Il volume include una galleria di ottanta fotografie, perlopiù inedite, provenienti dagli archivi della Fondazione Eranos di Ascona. Le immagini sono state oggetto della mostra fotografica Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952 (Rettorato dell’Università degli Studi di Torino, 19 ottobre-9 novembre 2007), di cui il presente volume costituisce il catalogo.
IPAP-Quaglino-Romano-Jung-01 IPAP-Quaglino-Romano-Jung02 IPAP-Quaglino-Romano-Jung03Gian Piero Quaglino e Augusto Romano, A spasso con Jung, Raffaello Cortina Editore (“Minima”), Milano 2005; A colazione da Jung, Raffaello Cortina Editore (“Minima”), Milano 2006; Nel giardino di Jung, Raffaello Cortina Editore (“Minima”), Milano 2010. Spesso con grande preveggenza, Carl Gustav Jung ha delineato idoli, falsi miti, tic, derive dell’uomo alle prese con la modernità. Gli autori hanno scelto una serie di “massime” tratte dall’opera junghiana, presentandole con brevi commenti che ne mettono in evidenza il carattere aforistico e paradossale. I commenti non hanno intonazione rigorosamente teorica o filologica ma, chiamando magari a testimoni filosofi, scrittori, poeti, mettono in evidenza aspirazioni, fantasie, timori che si aggirano nel mondo contemporaneo. Com’è che “ognuno può essere felice solo a modo suo”? Perché “non tutto si può né si deve guarire”? E davvero “chi fa sempre tutto bene finisce con l’annoiarsi”? Da questi e altri interrogativi, gli autori prendono spunto per divagazioni non accademiche suggerite non solo dalla psicologia ma anche da filosofia, letteratura, poesia, nonché dalla quotidianità. Obiettivo: invogliare il lettore a contrastare la banalità e il chiacchiericcio del nostro tempo.
IPAP-Quaglino-Vita-organizzativaGian Piero Quaglino, La vita organizzativa. Difese, collusioni e ostilità nelle relazioni di lavoro, Raffaello Cortina Editore (“Individuo, gruppo, organizzazione”), Milano 2004. In ogni contesto organizzativo, la vita di lavoro espone a crescenti fatiche soggettive. La collaborazione incontra difficoltà, gratificazione e motivazione sono messe alla corda, incerte diventano le ragioni per impegnarsi e sempre minore appare la possibilità di condividere temi come l’orgoglio e la fiducia. Quando insorgono difficoltà, quando il futuro è incerto, l’esito più negativo è che l’organizzazione riveli il suo volto più ostile. D’altro canto, questa ostilità organizzativa non solo si manifesta nei momenti in cui l’incertezza prende il sopravvento, l’insicurezza fa vacillare le possibilità di successo, ma in realtà è sempre presente. Ci si potrà, insomma, arrendere all’evidenza che nel fondo anche l’organizzazione abbia la sua “ombra” e che negarla in nome di una qualunque razionalità non faccia altro che che alimentarla. Il volume va oltre lo sguardo di superficie sull’organizzazione, che parla di efficienza, positività e successo nella competizione, approfondendo le ragioni di ciascuno per tentare percorsi di sopravvivenza nei contesti di lavoro e analizzando i più evidenti “nodi” relazionali a cui essi espongono e che alimentano.
IPAP-GascaGiulio Gasca (a cura di), Psicodramma Analitico. Punto d’incontro di metodologie psicoterapeutiche, Edizioni FrancoAngeli (“Psicoterapie”), Milano 2004. Lo Psicodramma Analitico Individuativo (PAI) è una metodologia psicoterapeutica e analitica di gruppo che rappresenta un’originale forma di incontro e di integrazione tra differenti modelli. Tale metodologia, che celebra quest’anno i suoi primi 25 anni di vita, è nata a Torino dalla collaborazione di un gruppo di psicodrammatisti con formazione analitica e riconosce come proprio peculiare punto di forza il continuo confronto dialogico con gli altri modelli di analisi terapeutica. Per rispecchiare questa stessa impostazione il curatore ha voluto strutturare il testo in modo da favorire il dibattito: analizzando il rapporto fra lo PAI e gli altri modelli d’intervento viene lasciato spazio di commento anche ad autorevoli esponenti di altre correnti di pensiero, i cui appunti diventano poi spunto per nuove elaborazioni. È così possibile confrontare criticamente i principi ispiratori e i tratti operativi essenziali di altre otto metodologie terapeutiche: lo psicodramma classico moreniano, la psicanalisi freudiana, la psicologia analitica junghiana, la psicologia individuale adleriana, la terapia familiare sistemica, la terapia della gestalt, l’analisi transazionale e la gruppoanalisi. Il volume, arricchito da numerose esemplificazioni cliniche, si rivolge a psicoterapeuti, psicanalisti, psicologi e studenti in formazione.
IPAP-Gasseau-Gasca-Psicodramma-junghianoMaurizio Gasseau e Giulio Gasca, Lo psicodramma junghiano, Bollati Boringhieri Editore (“Lezioni e seminari”), Torino 1991. Tra gli sviluppi della Psicologia Analitica in ambito gruppale vi è lo psicodramma analitico di matrice junghiana o, più semplicemente, psicodramma junghiano, nel quale viene coniugato lo psicodramma classico di Jacob Levi Moreno (1889-1974) con le teorie di Jung. Nello psicodramma junghiano, sviluppato inizialmente in modo indipendente in Svizzera – per opera di Helmut Barz (1932-2007) e Ellynor Barz (1931-2013) – e in Italia – con Maurizio Gasseau e Giulio Gasca –, gli analisti utilizzano le drammatizzazioni per accompagnare i membri del gruppo nel loro processo d’individuazione, con una attenzione particolare alla serie di sogni presentati e drammatizzati e  l’ausilio di tecniche di immaginazione attiva. La solidità scientifica dell’indirizzo psicodrammatico junghiano è ormai attestata da un numero di studi teorici e clinici ormai sempre più ampio; le ricerche e gli studi di esito (outcome) in particolare, condotti con le moderne metodologie di ricerca empirica, si sviluppano, in Italia, all’interno del network di confronto sulla Ricerca empirica in terapia psicodinamica di gruppo, attivo nell’ambito della Society for Psychotherapy Research (SPR).
Quaglino-Scritti-01Quaglino-Scritti-02Quaglino-Scritti-03Quaglino-Scritti-04Quaglino-Scritti-05Gian Piero Quaglino, Scritti di formazione. 1978-1998, Edizioni Franco Angeli (“Educazione degli adulti”), Milano 1999; Il processo di formazione. Scritti di formazione 2. 1981-2005, Edizioni Franco Angeli (“Educazione degli adulti”), Milano 2005; Scritti di formazione 3. 1991-2002, Edizioni Franco Angeli (“Educazione degli adulti”), Milano 2006; Leadership e cambiamento. Scritti di formazione 4. 1976-2006, Edizioni Franco Angeli (“Educazione degli adulti”), Milano 2007; Clima e motivazione. Scritti di formazione 5. 1992-2009, Edizioni Franco Angeli (“Educazione degli adulti”), Milano 2010. La collana si rivolge a tutti coloro che sono interessati alle tematiche della formazione professionale e della formazione degli adulti e raccoglie  contributi pubblicati tra il 1978 e il 2009, più alcuni inediti. Ogni volume è dunque un’antologia di scritti che, ordinati cronologicamente, vogliono offrire una lettura longitudinale di un percorso di riflessione, ricerca e applicazione dedicato “alla formazione” (e, in primo luogo, alla formazione manageriale), testimoniando tra l’altro il continuo impegno a sviluppare la circolarità tra teoria e pratica. In questa prospettiva vengono affrontati, di volta in volta, i differenti temi di interesse e di sviluppo nel campo della formazione, dall’analisi dei bisogni alla valutazione dei risultati, dalla progettazione di metodi formativi ai contenuti di una possibile teoria della formazione, alle linee di sviluppo del profilo del formatore.