Claudia Piccardo | La forza tranquilla della gentilezza | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 10 ottobre, ore 09:30-17:30  (8 crediti ECM)
Una giornata di studio dedicata alla gentilezza, non tanto come disposizione “educata e cortese” alle relazioni, ma soprattutto come qualità dell’anima, nelle sue implicazioni etiche.
Perché parlare di gentilezza? Ci riguarda? C’è una relazione, e se sì quale, tra lavoro di cura e gentilezza? Cosa vuol dire essere gentili? Qual è la natura della gentilezza? C’è un vantaggio nella gentilezza? Per chi? Quali funzioni positive e desiderabili svolge la gentilezza? Quali effetti produce? E ancora: la gentilezza merita solo elogi? La gentilezza non ha forse anche ombre? Vi è capitato di chiedervi “Sono forse troppo gentile?” o “Sono troppo poco gentile?” oppure “Dovrei/vorrei saper essere gentile?” e anche: “Mi interessa davvero essere gentile? E come potrei migliorare in gentilezza? Se decidessi di impegnarmi, attraverso quali strategie, quali esercizi, quali tecniche potrei migliorare?”. Il seminario proverà, partendo da queste domande, a ripercorrere i molti interrogativi che il tema della gentilezza suscita, e a cui rimanda, a partire da una ricognizione del “di che cosa parliamo quando parliamo di gentilezza?” Gentilezza non è solo buona educazione, cortesia, garbo, tatto. O anche disponibilità, ascolto, attenzione, sensibilità, generosità, empatia. Essere capaci di gentilezza, in definitiva, non richiede solo una disposizione positiva nei confronti dell’altro, ma un più profondo atteggiamento nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda: una vera e propria inclinazione dell’anima.

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Alessandro Defilippi e Gian Piero Quaglino | La Torre: tra simbologia e immaginario narrativo | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 24 ottobre, ore 09:30-17:30 (8 crediti ECM)
Una giornata di studio dedicata alla Torre, ai suoi molteplici rimandi simbolici, alle sue innumerevoli presenze archetipiche nell’immaginario narrativo, dal mito, al romanzo, alla poesia.
Dalla Torre di Babele alle Torri Gemelle la figura della torre come costruzione verticale che si innalza verso il cielo occupa uno spazio privilegiato nell’immaginario individuale e collettivo di ogni tempo e luogo. La torre è un simbolo universale che comunica solidità e forza, testimonia potere e dominio, incute timore e soggezione. Da un lato la torre istituisce un centro, un axis mundi, dall’altro marca un confine, un hic sunt leones. Una torre può essere un possente baluardo di difesa così come una ingegnosa macchina d’assalto, uno strategico avamposto per l’avvistamento del nemico così come un ardito edificio per l’osservazione della volta celeste. Una torre può essere una inviolabile prigione così come un ben protetto nascondiglio. E una “torre d’avorio” può essere il luogo privilegiato del ritiro dal mondo, della consacrazione alla riflessione e allo studio. Aldilà delle sue molteplici valenze simboliche, la torre rappresenta da sempre un elemento che si potrebbe ben definire “archetipico” per l’immaginario narrativo. E’ lo scenario elettivo di peripezie di ogni genere tra il fantastico e il tenebroso, il meraviglioso e l’oscuro. Tutte storie, evidentemente, che hanno radici profonde nel nostro universo psichico e la cui esplorazione può riportare alla coscienza insospettati e talvolta sorprendenti significati.

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Wilma Bosio | Una introduzione alla Sandplay Therapy | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 21 novembre, ore 09:30-17:30 (8 crediti ECM)
Una giornata di studio dedicata alla Sandplay Therapy, il “Gioco della Sabbia”, una delle più originali pratiche creative e trasformative nel solco del pensiero junghiano.
Nato negli anni ’50, grazie alla intuizione e sensibilità terapeutica di Dora Kalff, allieva di Emma e C.G Jung, il Gioco della Sabbia si colloca a pieno titolo nell’alveo del pensiero Junghiano e della psicologia analitica, offrendo ai pazienti che lo desiderano, uno spazio limitato nel quale depositare le immagini, permettendone, nel loro stesso farsi, una visione condivisa con il terapeuta. Il gioco sollecita infatti l’uso creativo di cassette contenenti della sabbia, avendo a disposizione personaggi e materiale rappresentativi del mondo esterno, capaci di favorire la possibilità di raggiungere gli strati dell’Inconscio collettivo dove sono le radici di un sistema ereditario, matrice della coscienza. Si tratta di immagini simboliche, forme viventi che contengono anche lo sviluppo dell’individuo nei suoi stati successivi, e che alimentano in qualche modo la fantasia creatrice e la funzione trascendente ovvero la funzione di mediazione nella contrapposizione tra gli opposti, creando ponti possibili sia a complessi dissociati dalla coscienza che a potenzialità nascoste ed ignorate. Il seminario avrà come obiettivo quello di offrire esempi dell’uso di questo metodo in varie situazioni cliniche, muovendo dalla concezione di “spazio libero e protetto” come teatro della espressione simbolica.

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Wilma Bosio | Eros e Psiche: una interpretazione psicologica | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 5 dicembre, ore 09:30-17:30 (8 crediti ECM)
Una giornata di studio dedicata all’archetipo narrativo delle peripezie di Amore e Anima, per il compimento del loro ricongiungimento.
Collocato a metà del romanzo iniziatico di Apuleio, Le metamorfosi o L’Asino d’Oro, il racconto di Eros e Psiche, consente di riflettere sul doloroso cammino che conduce l’eroina dalle condizioni di amante notturna a quella di compagna cosciente di sé nella relazione d’amore con Eros. Straordinario racconto con digressioni favolistiche, rappresenta in qualche maniera l’antenato mitico di moltissime fiabe, molto più tardive, di separazione-individuazione, nonché del cosiddetto “ciclo dello sposo animale”. Con Psiche nasce un nuovo principio d’amore in cui l’incontro tra il maschile e il femminile diventa il fondamento dell’Individuazione e fanno la comparsa nel mondo dolore, colpa e solitudine. Trasformando se stessa, la relazione con Eros cambia, contribuendo a causare in lui una conseguente mutazione. Il cammino di Psiche prospetta infine ed anticipa, con la preveggenza tipica delle figurazioni archetipiche, la possibilità di uno sviluppo epocale del femminile e dell’umanità in generale. Il seminario si articolerà tra racconto, amplificazioni e rimandi clinici in una interazione costante tra la docente e il gruppo dei partecipanti, nel tentativo di tessere una soddisfacente interpretazione psicologica del racconto.

 

Gian Piero Quaglino | Una introduzione all’I Ching | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 12 dicembre, ore 09:30-17:30 (Evento Formativo Aziendale 134-38582: 8 crediti ECM)
Una giornata di studio dedicata all’I Ching, uno dei più antichi ed enigmatici testi oracolari. Un’introduzione alla pratica di consultazione e di interpretazione dei suoi responsi.

IPAP-IChingLe origini dei testi che costituiscono l’I Ching sono legate a pratiche divinatorie sciamaniche di remota antichità. È solo intorno al 1000 a.C. che interviene la scrittura a organizzare i testi oracolari in un sistema ordinato di linee: gli esagrammi. Da quel momento, l’I Ching diviene quell’opera di sapienza e saggezza che noi oggi conosciamo come Il libro della versatilità. È anzitutto di questo che l’I Ching parla: del movimento e del mutamento, del divenire e del cambiare. E tutto questo è riassunto nelle sessantaquattro figure che, con possibili infinite variazioni, costituiscono altrettanti “suggerimenti” offerti a chi si disponga a interrogare l’oracolo. L’importanza e la preziosità del testo dell’I Ching è, per noi occidentali, scoperta recente. Non più di un secolo fa, la prima traduzione in tedesco del 1923 affascinò Carl Gustav Jung, che scrisse nel 1949 la prefazione alla prima edizione inglese. Come possiamo avvicinarci al testo? In che modo possiamo consultare l’oracolo? Interrogare l’I Ching è sicuramente un esercizio di interpretazione unico nel suo genere, capace di orientare il nostro sguardo alle immagini interiori che ci abitano e di arricchire la visione dei paesaggi che queste immagini compongono e ricompongono delle nostre più profonde trasformazioni.

 

Iscrizione e costi

– Per gli Allievi della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP: € 50 +IVA a seminario (oppure € 200 +IVA per il percorso dei cinque seminari)

– Per gli Psicoterapeuti Specializzati della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP (entro tre anni dal conseguimento del Diploma): € 80 + IVA a seminario (oppure € 350 + IVA per il percorso dei cinque seminari)

– Per gli Psicologi in formazione specialistica presso altre Scuole, Psicologi Psicoterapeuti e altre Professioni: € 110 + IVA a seminario (oppure € 500 + IVA per il percorso dei cinque seminari)

Le iscrizioni, da effettuarsi sia presso il Portale per la Formazione in Sanità della Regione Piemonte sia inviando una email a sfp@ipap-jung.eu, terminano 10 giorni prima dall’inizio del seminario. Il seminario è confermato nel caso di iscrizioni superiori a 15 partecipanti e il pagamento verrà richiesto al momento della conferma del seminario.