CCP-2Il Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie (CCP), in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale TO4, offre all’utenza del territorio un servizio psicologico-psicoterapeutico specializzato in Cure Primarie, attraverso la professionalità di Psicologi Specializzandi in Psicoterapia e Psicoterapeuti neo-specializzati. Per far fronte all’emergenza COVID-19, in particolare, il Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie IPAP-ASL TO4 ha avviato il progetto “Assistenza psicologica nell’ambito delle cure primarie per l’emergenza COVID-19: supporto alla persona, alle famiglie e alle comunità di aiuto”. Il progetto è stato presentato in risposta al Bando “Insieme tutto andrà bene” della Fondazione Compagnia di San Paolo, con la finalità di offrire sostegno psicologico ai pazienti colpiti dal COVID-19, ai familiari e caregiver di pazienti colpiti dal COVID-19, al personale sanitario impegnato nella gestione dell’emergenza COVID-19 e alla popolazione interessata dall’emergenza COVID-19 del nostro territorio. Il progetto si interfaccia e integra operativamente le iniziative già messe in campo dall’ASL TO4, tramite l’implementazione dell’équipe psicologica sull’emergenza.

In collaborazione con
ASLTO4   
Maggior sostenitore

CSP

Introduzione

Le malattie infettive rimangono una delle maggiori minacce per la salute dell’umanità, mettendo a rischio non solo la vita biologica, ma anche la salute mentale delle persone infette, degli operatori sanitari, dei familiari e dei caregiver dei malati, e indirettamente – per le conseguenze iatrogene di quarantena e isolamento – della popolazione allargata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la diffusione del COVID-19 una emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. La pandemia che causa la Sindrome Respiratoria Acuta Grave Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) rappresenta una minaccia per la salute globale ed è di gran lunga il più grande focolaio di polmonite atipica dall’epidemia di Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) del 2003.

Le ricerche dimostrano come l’impatto psicologico delle Sindromi Respiratorie Acute gravi (SARS) sia sostanziale e duraturo, andando ben oltre la minaccia biologica iniziale. Studi di follow-up a breve termine (1 mese), medio termine (1 anno) e lungo termine (4 anni) su pazienti, familiari e caregiver di pazienti, e operatori sanitari impegnati nella gestione dell’emergenza sanitaria hanno documentato la presenza e la persistenza nel tempo di significativi livelli di ansia, depressione, attacchi di panico, eccitazione psicomotoria e sintomatologia da stress post-traumatico. Quarantena e isolamento, inoltre, sembrano contribuire significativamente all’aumento o all’acutizzarsi di problemi psicologici.

Le rilevazioni scientifiche sulle conseguenze psicologiche e le misure sanitarie adottate durante l’epidemia di SARS-CoV-1 del 2002-2003 e di MERS-CoV del 2015, così come i dati parziali relativi alla pandemia di SARS-Cov-2 del 2019-2020, risultano utili nell’aiutare gli organizzatori dell’assistenza sanitaria a pianificare interventi psicologici mirati per la gestione dell’attuale emergenza.

Destinatari

Destinatari del progetto sono soggetti adulti in condizione di fragilità, di età superiore a 24 anni (l’ASL TO4 prevede già un Servizio di Psicologia per i giovani adulti, dai 18 ai 24 anni) che presentano problematiche psicologiche di tipo clinico moderate (ansia, depressione, disturbi somatoformi, disturbo post-traumatico da stress, traumatizzazione vicaria, fatica da compassione…), diagnosticabili secondo i criteri dell’ICD-10 e del DSM-IV (con esclusione quindi di gravi psicopatologie) e riconducibili all’emergenza sanitaria legata al COVID-19. Vengono seguite, in particolare, quattro tipologie di utenti.

  1. Pazienti colpiti dal COVID-19, in quarantena o autoisolamento in casa, che necessitano di supporto psicologico al momento o successivamente all’emergenza sanitaria. Le ricerche documentano, infatti, come le condizioni fisiche dei sopravvissuti alle SARS migliorino progressivamente nel primo anno, ma come ciò non avvenga invece per la loro salute mentale. Studi effettuati sui sopravvissuti alle precedenti epidemie, per esempio, hanno mostrato come più del 64% degli intervistati manifestassero, a distanza di tempo, una serie di problematiche psicologiche, con sintomi di depressione persistente, ansia, attacchi di panico, eccitazione psicomotoria, psicosi, delirio e anche casi di suicidio. Le ragioni della compromissione e del deterioramento della salute mentale dei sopravvissuti alle SARS necessitano di essere ulteriormente approfondite; è plausibile che, durante l’epidemia, i pazienti si focalizzino soprattutto sulla propria sopravvivenza fisica e che quindi altre preoccupazioni vengano temporaneamente messe in secondo piano: nel momento in cui non vi è più pericolo imminente di vita, potrebbero invece emergere altre problematiche, legate alle complicazioni fisiche della SARS e al loro trattamento, alle apprensioni per la propria situazione finanziaria, alla stigmatizzazione sociale o alla minaccia di una possibile ulteriore epidemia infettiva.
  2. Familiari e caregiver di pazienti colpiti dal COVID-19 o che hanno attraversato lutti familiari in conseguenza del COVID-19. Dalle ricerche sull’impatto psicologico delle precedenti epidemie di SARS, è emerso che non solo gli intervistati che erano stati messi in quarantena o i sanitari che avevano lavorato in luoghi ad alto rischio come i reparti ospedalieri SARS avevano da 2 a 3 volte in più la probabilità di manifestare significativi sintomi da stress post-traumatico rispetto coloro che non erano stati esposti all’epidemia; ma anche che la medesima probabilità di sviluppare tale sintomatologia psicologica riguardava i parenti stretti o gli amici di persone che avevano contratto la SARS. Le problematiche connesse all’assistenza domiciliare (da parte sia di familiari stretti sia di caregiver) di pazienti colpiti dal COVID-19 includono, in molti casi, la carenza di adeguati strumenti sanitari di auto-protezione, che accompagna una sensazione costante di pericolo per la propria incolumità, e di un supporto psicologico mirato sulle necessità del caregiving. I familiari, inoltre, vengono privati del contatto e del conforto che possono dare ai propri pazienti, e talora anche del rito dell’ultimo saluto: la perdita di un familiare senza un reale commiato rende particolarmente straziante il lutto e dolorosa la sua elaborazione, cui si aggiunge l’impossibilità di una condivisione del proprio vissuto con i curanti e la comunità allargata.
  3. Operatori sanitari coinvolti nella gestione dell’emergenza COVID-19, ovvero medici, infermieri, psicologi, tecnici di laboratorio, operatori socio-sanitari, personale gestionale e amministrativo della sanità, volontari e operatori spirituali attivi nei contesti ospedalieri. La letteratura conferma che gli operatori sanitari impegnati nella gestione dell’emergenza COVID-19, così come avvenuto in occasione delle precedenti SARS, corrono il rischio sviluppare disturbi psicologici e quadri psicopatologici, riconducibili in particolare al disturbo post-traumatico da stress, in conseguenza del proprio impegno professionale. Le ragioni vanno ricondotte principalmente alle seguenti cause: l’elevato rischio di infezione; l’eccessiva molte di lavoro nella fase acuta dell’emergenza; sentimenti di frustrazione e impotenza rispetto al decorso della patologia; la discriminazione e lo stigma sociale, legati alla sensazione di essere percepiti come “untori”; la condizione di isolamento e di confinamento; il rapporto con pazienti portatori di emozioni negative; la mancanza di contatto più o meno prolungato con la propria famiglia; e, infine, l’elevato livello di stanchezza. Tali vissuti non solo influenzano negativamente l’attenzione, la comprensione e la capacità decisionale del personale sanitario, al punto da comprometterne la lotta contro il virus, ma possono anche avere un effetto duraturo sul benessere complessivo della persona.
  4. Popolazione indirettamente colpita dall’emergenza COVID-19. Le ricerche svolte in occasione delle precedenti SARS rilevano come quarantena e isolamento possano contribuire all’aumento di problemi psicologici e all’acutizzarsi di disturbi mentali. Ciò è dovuto principalmente al fatto che tali condizioni allontanano gradualmente le persone l’una dall’altra: in assenza di comunicazione interpersonale, è probabile che depressione e ansia si verifichino o peggiorino. La separazione dai propri cari, la perdita di libertà, l’incertezza sullo stato di salute e la noia possono condurre, talora, a esiti drammatici. Una recente revisione degli studi sull’impatto psicologico della quarantena suggerisce che l’impatto psicologico iatrogeno della quarantena sia ampio, sostanziale e di lunga durata. Le risposte di ansia e paura emergono anche in conseguenza dell’eccesso di informazioni che si ricevono quotidianamente e in ogni momento della giornata. Questo non permette al pensiero di avere il tempo per dare un significato a quello che sta succedendo, rinforzando un senso di perdita di controllo sulla propria vita. Si tratta di un effetto psicologico paradossale, per cui all’aumentare dei tentativi di cercare e dare rassicurazione incrementa l’intensità della paura. Gli studi raccomandano quindi che gli Psicologi vengano coinvolti nei processi di comunicazione relativi alla gestione della pandemia. È stato infatti rilevato che le conseguenze negative della quarantena possano essere modulate informando le persone su cosa sta succedendo e perché, spiegando loro quanto tempo continuerà; suggerendo loro attività significative da svolgere durante la quarantena; fornendo loro una comunicazione chiara; e rafforzando il senso comunitario che, specialmente in momenti come questi, tutti dovremmo giustamente sentire. Gli Psicologi dovrebbero essere interpellati anche relativamente all’identificazione, in un’ottica preventiva, dei gruppi ad alto rischio, sulla base di informazioni sociodemografiche, al fine di erogare interventi psicologici precoci: i dati sociodemografici suggeriscono, per esempio, che sono le donne e gli anziani a subire un maggiore impatto psicologico dall’epidemia, oltre a sperimentare livelli più elevati di stress, ansia e depressione.

Accesso

Il Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie è un ambulatorio di servizio per Medici di Medicina Generale (MMG) e la Medicina del territorio, con i quali, seguendo l’impostazione della Psicologia delle delle Cure Primarie, viene mantenuta una stretta collaborazione. Per l’emergenza COVID-19 è quindi possibile per queste realtà fare riferimento e inviare i pazienti al servizio. L’utente può in ogni caso accedere al Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie anche tramite altri Servizi Sanitari territoriali, quali i Centri di Salute Mentale (CSM), i Consultori familiari, le Strutture di Psicologia Ospedaliera e la S.S. di Psicologia della Salute Adulti, nonché tramite contatto telefonico diretto (366/9358518). L’accesso al servizio è interamente gratuito.

Modalità di intervento

Le attività di sostegno psicologico, sul modello delle terapie brevi di orientamento psicodinamico, sono erogate in modalità a distanza (supporto telefonico e/o telematico). In sinergia con la S.S. di Psicologia della Salute Adulti, che ha contribuito alla costituzione dell’équipe psicologica sull’emergenza all’interno dell’ASL, viene in particolare gestita e ampliata la linea telefonica 366/9358518, attivata per offrire uno spazio di ascolto alla cittadinanza al fine di mitigare l’impatto emotivo e il disagio psicologico che l’emergenza COVID-19 può scatenare. Sarà così possibile ricomprendere all’interno di questo servizio telefonico tutte le linee telefoniche attivate fino a questo momento all’interno dell’ASL TO4.

Le modalità di accoglienza/triage psicologico seguono i criteri evidenziati nelle Linee-guida regionali per le problematiche psicologiche interventi nelle Cure Primarie, in termini di appropriatezza o di in appropriatezza dell’invio allo Psicologo di Cure Primarie (Regione Piemonte – Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari, Indirizzi e raccomandazioni per l’implementazione dell’assistenza psicologica nelle cure primarie nella rete sanitaria territoriale del Piemonte, 2013), e le Linee di indirizzo regionali per l’assistenza psicologica nell’ambito dell’emergenza sanitaria legata al COVID-19 (Coordinamento Regionale dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e dei Servizi di Psicologia delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Ospedaliere Universitarie della Regione Piemonte, I bisogni psicologici del personale sanitario a seguito della pandemia da COVID-19: Linee di indirizzo per l’organizzazione, la formazione, la diagnosi, la presa in carico, l’intervento, la valutazione, la comunicazione e la promozione della salute, 2020, in corso di definizione).

Sede

Il Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie ha sede presso i locali della S.S. di Psicologia della Salute degli Adulti dell’ASL TO4 di Ivrea.

Operatori

Gli operatori del Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie coinvolti nel progetto COVID-19 sono:

  • Psicologi specializzandi in Psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP;
  • Psicologi Psicoterapeuti neo-specializzati in Psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP;
  • Psicologi Psicoterapeuti neo-specializzati in Psicoterapia proposti dalla S.S. di Psicologia della Salute Adulti dell’ASL TO4.

Servizi erogati

l Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie, nell’ambito dell’emergenza COVID-19, eroga i seguenti tipi di servizio:

  • interventi sulla crisi: psicoterapie brevi, single session therapy, interventi di supporto psicologico, signposting delle risorse territoriali;
  • consulenza/formazione ai Medici di Medicina Generale (MMG) e alla Medicina del territorio;
  • supervisione e consulenza clinica sugli interventi psicologici erogati (con cadenza settimanale/quindicinale);
  • monitoraggio degli interventi psicologici e valutazione degli esiti con iniziative di ricerca empirica.

A supporto di tali attività, sono state messe in campo d’urgenza una serie di attività di formazione specificamente destinate agli operatori del servizio e aperte agli Allievi della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP. Gli interventi formativi si focalizzano su:

  • modelli teorici di intervento sulla crisi, quali psicoterapie brevi a orientamento psicodinamico, single session therapy a orientamento psicodinamico, interventi di supporto psicologico, signposting delle risorse territoriali;
  • tecniche e monitoraggio sugli interventi psicologici nell’emergenza;
  • esperienze e peculiarità degli interventi di psicologia dell’emergenza nelle Sindromi Respiratorie Acute Gravi: psicopatologia, proposte di intervento psicologico e outcome clinici a seguito delle SARS-CoV-1 (2002-2003), MERS-CoV (2015) e SARS-Cov-2 (2019-2020).

Contatti

Per maggiori informazioni e per sostenere le attività del Centro Clinico-psicologico di Cure Primarie, si prega di prendere contatto con il Centro (ccp@ipap-jung.eu).