L’Istituto mette a ogni anno disposizione una serie di Sussidi, compatibilmente con le risorse disponibili, nella forma di Borse di studio del valore corrispondente alla retta annuale della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia e nella forma di esonero dal pagamento della retta prevista per il I anno di studi. Possono concorrere all’assegnazione delle Borse di studio i candidati che possiedano i requisiti per essere ammessi al I anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia.

Borsa di studio “Prof. Giorgio Blandino”

L’Istituto mette a concorso una Borsa di studio in memoria del Prof. Giorgio Blandino, del valore corrispondente alla retta annuale della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, pari a € 3’500, e nella forma di esonero dal pagamento della retta prevista per il I anno di studi. Possono concorrere all’assegnazione della Borsa di studio i candidati che possiedano i requisiti per essere ammessi al I anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia. I candidati che intendano concorrere per la Borsa di studio dovranno presentare entro il 10 dicembre dell’anno precedente l’A.A. per il quale si richiede l’iscrizione alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia un elaborato teorico, sui temi della Psicologia Dinamica, della Psicologia Analitica e della psicoterapia di gruppo, non ancora pubblicato. La Commissione di assegnazione, composta da almeno due membri del Consiglio Direttivo e dai rappresentanti degli Eredi, potrà avvalersi del parere di Esperti esterni. Il giudizio della Commissione è insindacabile e non appellabile.

Giorgio-5Giorgio Blandino (1946-2013) ha insegnato Psicologia dinamica all’Università degli Studi di Torino, dove ha lavorato per quasi quarant’anni. È stato presidente del Corso di Laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche e vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, nell’ambito del quale ha anche fondato e diretto la rivista Psicologi a confronto (10 volumi, 2007-2012). Per l’Ordine degli Psicologi del Piemonte, ha inoltre ideato e curato la collana editoriale “Il lavoro psicologico” per Raffaello Cortina Editore, nella quale sono apparsi lavori di A. Claudio Bosio (Fare lo psicologo. Percorsi e prospettive di una professione, 2011) e Sandra Buechler (Valori clinici. Le emozioni nel trattamento psicoterapeutico, 2012). Autore di numerosi libri e articoli sul contributo della psicoanalisi ai processi educativi e formativi, sugli usi e abusi della psicologia nei mass-media, sulle radici culturali della psicologia e sulle competenze necessarie allo psicologo, tra le sue opere principali ricordiamo La psicologia sociale nella scuola. Prospettive per un cambiamento in campo educativo (con B. Cannella, 1978 e 1998), La disponibilità ad apprendere. Le dimensioni emotive nella scuola e formazione degli insegnanti (con B. Granieri, 1995), Le capacità relazionali. Prospettive psicodinamiche (1996), L’ambiente freudiano. Vicende storiche e concetti teorici (con I. Scanavino, 2000), Il “parere” dello psicologo. La psicologia nei mass media (2000), Le risorse emotive nella scuola. Gestione e formazione nella scuola dell’autonomia (con B. Granieri, 2002), Al tempo di Freud. Scenari storici e vicende culturali alla nascita della psicoanalisi e della psicologia analitica. 1775-1939 (2004), Promemoria freudiano. Personaggi e concetti. 1775-1939 (con I. Scanavino, 2004), Abuso sessuale sui bambini: a che punto siamo (con P. Cavaglià e C. Foti, 2004), Un futuro nel passato. Radici culturali del lavoro psicologico (2006), Quando insegnare non è più un piacere. La scuola difficile, proposte per insegnanti e formatori (2008), Psicologia come funzione della mente. Paradigmi psicodinamici per le professioni d’aiuto (2009) e Come affrontare l’esame di stato per psicologi. Piccola guida per togliersi l’ansia (2011). Per Espress Edizioni, ha diretto la collana editoriale “Tazzine di caffé”, nell’ambito della quale sono apparsi lavori di Simona Argentieri, Gian Paolo Caprettini, Ugo Nespolo e Peppino Ortoleva (2012). Ha inoltre curato Cent’anni di psicologia scientifica e professionale. Testimonianze, riflessioni e prospettive tra passato e futuro (2012), che raccoglie gli atti del Convegno del Centenario, organizzato dall’Ordine degli Psicologi per ricordare il primo simposio che ebbe luogo a Torino nel 1911, in concomitanza con il cinquantenario dell’Unità d’Italia. La sua raccolta di poesie, Brrr…. che Froid ovvero psicologia in rima. Canzoniere tra il serio e il faceto quando il vino si trasforma in aceto, è stata pubblicata postuma (a cura di Ludovica Blandino, 2013).

L’idea che ha sotteso gran parte dell’opera di Giorgio Blandino potrebbe essere riassunta nella proposta di pensare alla psicologia non solo come a una distinta disciplina scientifica o una specifica professione sociale, ma anche, e prima di tutto, come a una peculiare “funzione della mente”. Si tratterebbe, in altre parole, dell’invito a guardare alla psicologia come a una potenzialità, applicabile a tutte quelle situazioni o a tutte quelle professioni “ad alto tasso di relazionalità”: da quelle strettamente psicologiche a quelle, più in generale, di cura e di aiuto: infermieri, medici, assistenti sociali e operatori sociali; da quelle educativo-formative, quali sono le funzioni svolte da insegnanti, educatori e formatori, a quelle gestionali, ovvero di coloro che coordinano gruppi di lavoro, organizzazioni o strutture complesse. Dall’altro lato, concepire la psicologia come “funzione della mente” suggerisce che la psicologia divenga essa stessa un criterio per valutare la validità di una qualsiasi azione – individuale, gruppale, istituzionale o sociale: validità che, nell’idea dell’autore, può essere misurata “sulla base della sua capacità e utilità nel far crescere gli individui e le comunità, nel promuovere salute mentale o nell’ostacolarla, nel favorire un atteggiamento scientifico verso la vita e la conoscenza”. L’espressione “funzione psicologica della mente”, che Giorgio Blandino descrive come “quella specifica funzione mentale che si prende cura degli aspetti sofferenti sia propri sia altrui, che non pretende di eliminarli o di ridimensionarli, illusoriamente e falsamente […], ma di contenerli e pensarli […]; una funzione di ascolto, osservazione, pensiero e consapevolezza di sé, che ha l’effetto di indurre trasformazioni negli individui e nei gruppi”, ricalca ed estende l’idea di “funzione psicoanalitica della mente”, inizialmente proposta da Bion. Le radici del suo pensiero psicologico vanno però ritrovate anche in altri autori – da Freud a Winnicott, da Bowlby a Stern. In particolare, dell’insegnamento di Melanie Klein l’autore ha ripreso e rielaborato l’idea di “atteggiamento depressivo”, mostrandone le potenzialità formative e trasformative in ogni relazione che, in generale, includa un aspetto di cura. Sottolineando come “non [vi possa essere] sviluppo di civiltà e di cultura prescindendo dalla riparazione” e che “la pace dipende, prima di tutto, dal riconoscimento psicologico e culturale dell’altro […], in un bonificante passaggio da una logica paranoide a una logica depressiva”, Giorgio Blandino ha quindi esteso l’uso dei paradigmi psicodinamici al di là dell’ambito strettamente clinico, per mostrarne le implicazioni in ambito sociale e politico. Si è trattato di un intento originale e coraggioso, nel quale possiamo riconoscere l’eredità di quei pioneristici tentativi di riflessione psicodinamica sulla cultura e sui mutamenti collettivi già intrapresi dai padri della psicologia del profondo: da Freud, con Psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921) e Il disagio della civiltà (1929), a Jung, con Wotan (1936), La lotta con l’Ombra (1946) o Aion (1951), a Neumann, con Psicologia del profondo e nuova etica (1949) e Storia delle origini della coscienza (1954), per arrivare a Hillman, con L’anima del mondo e il pensiero del cuore (1992) e Un terribile amore per la guerra (2005). Nella convinzione che la psicoanalisi abbia potenzialità ancora relativamente inesplorate, e che queste vadano ritrovate sul piano socio-culturale, Giorgio Blandino ha, in definitiva, teso la mano alle altre scienze umane – dalla filosofia all’antropologia, dalle scienze politiche all’economia, alla teologia. Il suo lavoro, sostenuto da un’esperienza oltre quarantennale in ambito clinico, educativo e accademico, ha rappresentato un ulteriore, importante tassello aggiunto al mosaico di un’immagine: quella di una psicologia in grado di cogliere in profondità quei “fattori psichici complessi” che legano individuo e cultura, e solo a livello dei quali – ammoniva già Jung – può svolgersi un autentico processo psicoterapeutico.

  • Documento di presentazione della Borsa di studio “Prof. Giorgio Blandino” (PDF)
  • Verbale di assegnazione della Borsa di studio “Prof. Giorgio Blandino” per l’A.A. 2017 (PDF)
  • Verbale di assegnazione della Borsa di studio “Prof. Giorgio Blandino” per l’A.A. 2018 (PDF)

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Borsa di studio “IPAP – ASL TO4”

IPAP-OfficinaH-Ivrea-Campus-lowL’Istituto mette a concorso una Borsa di studio finanziata dall’Azienda Sanitaria Locale TO4 di Ciriè, Chivasso e Ivrea, del valore corrispondente alla retta annuale della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, pari a EUR 3’500, nella forma di esonero dal pagamento della retta prevista per il I anno di studi. Possono concorrere all’assegnazione della Borsa di studio i candidati – Psicologi iscritti all’Albo professionale o con l’impegno a iscriversi all’Albo professionale nella prima sessione utile a decorrere dall’ammissione alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia – che possiedano i requisiti per essere ammessi al I anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia. I candidati che intendano concorrere per la Borsa di studio dovranno presentare entro il 18 gennaio dell’anno per il quale si richiede l’immatricolazione alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia un elaborato teorico, sui temi della Psicologia Dinamica, della Psicologia Analitica, della Psicologia della Salute, della Psicologia Sanitaria ed Ospedaliera e della Psicologia della Prevenzione, non ancora pubblicato. La Commissione di assegnazione è composta dai membri del Consiglio Direttivo dell’Istituto, dal Direttore Generale dell’ASL TO4 e dal Responsabile della S.S. Psicologia della Salute degli Adulti dell’ASL TO4. Il giudizio della Commissione è insindacabile e non appellabile. Il candidato vincitore della Borsa di Studio, successivamente all’immatricolazione al I anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, sarà tenuto a svolgere il proprio Tirocinio in psicoterapia presso la S.S. Psicologia della Salute degli Adulti dell’ASL TO4 o, in comune accordo tra l’Istituto, la Direzione Generale dell’ASL TO4 e la S.S. Psicologia della Salute degli Adulti, a svolgere un progetto di ricerca o formativo per conto dell’ASL TO4, compatibilmente con il carico didattico previsto dalla Scuola.

  • Documento di presentazione della Borsa di studio “IPAP – ASL TO4” (PDF)
  • Verbale di assegnazione della Borsa di studio “IPAP – ASL TO4” per l’A.A. 2018 (PDF)