• Alessandro Defilippi e Gian Piero Quaglino | La Torre: tra simbologia e immaginario narrativo | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Data da definire, ore 09:30-17:30 (8 crediti ECM)
    Una giornata di studio dedicata al tema della Torre, ai suoi molteplici rimandi simbolici, alle sue innumerevoli presenze archetipiche nell’immaginario narrativo, dal mito, al romanzo, alla poesia.
    Dalla Torre di Babele alle Torri Gemelle la figura della torre come costruzione verticale che si innalza verso il cielo occupa uno spazio privilegiato nell’immaginario individuale e collettivo di ogni tempo e luogo. La torre è un simbolo universale che comunica solidità e forza, testimonia potere e dominio, incute timore e soggezione. Da un lato la torre istituisce un centro, un axis mundi, dall’altro marca un confine, un hic sunt leones. Una torre può essere un possente baluardo di difesa così come una ingegnosa macchina d’assalto, uno strategico avamposto per l’avvistamento del nemico così come un ardito edificio per l’osservazione della volta celeste. Una torre può essere una inviolabile prigione così come un ben protetto nascondiglio. E una “torre d’avorio” può essere il luogo privilegiato del ritiro dal mondo, della consacrazione alla riflessione e allo studio. Aldilà delle sue molteplici valenze simboliche, la torre rappresenta da sempre un elemento che si potrebbe ben definire “archetipico” per l’immaginario narrativo. E’ lo scenario elettivo di peripezie di ogni genere tra il fantastico e il tenebroso, il meraviglioso e l’oscuro. Tutte storie, evidentemente, che hanno radici profonde nel nostro universo psichico e la cui esplorazione può riportare alla coscienza insospettati e talvolta sorprendenti significati. Tour_bollingen_CGJung-cut2
  • Claudia Piccardo | La forza tranquilla della gentilezza | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Domenica 10 aprile 2022, ore 09:30-17:30  (8 crediti ECM)
    Una giornata di studio dedicata alla gentilezza, non tanto come disposizione “educata e cortese” alle relazioni, ma soprattutto come qualità dell’anima, nelle sue implicazioni etiche.
    Perché parlare di gentilezza? Ci riguarda? C’è una relazione, e se sì quale, tra lavoro di cura e gentilezza? Cosa vuol dire essere gentili? Qual è la natura della gentilezza? C’è un vantaggio nella gentilezza? Per chi? Quali funzioni positive e desiderabili svolge la gentilezza? Quali effetti produce? E ancora: la gentilezza merita solo elogi? La gentilezza non ha forse anche ombre? Vi è capitato di chiedervi “Sono forse troppo gentile?” o “Sono troppo poco gentile?” oppure “Dovrei/vorrei saper essere gentile?” e anche: “Mi interessa davvero essere gentile? E come potrei migliorare in gentilezza? Se decidessi di impegnarmi, attraverso quali strategie, quali esercizi, quali tecniche potrei migliorare?”. Il seminario proverà, partendo da queste domande, a ripercorrere i molti interrogativi che il tema della gentilezza suscita, e a cui rimanda, a partire da una ricognizione del “di che cosa parliamo quando parliamo di gentilezza?” Gentilezza non è solo buona educazione, cortesia, garbo, tatto. O anche disponibilità, ascolto, attenzione, sensibilità, generosità, empatia. Essere capaci di gentilezza, in definitiva, non richiede solo una disposizione positiva nei confronti dell’altro, ma un più profondo atteggiamento nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda: una vera e propria inclinazione dell’anima. SSP-mod-low2
  • Martin Kalff | Forme archetipiche dell’Ombra: Māra nel Buddhismo e Satana nel Cristianesimo alla luce della Psicologia Analitica | Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea | Sabato 12 novembre, ore 09:30-17:30, e domenica 13 novembre, ore 9:30-12:30 (crediti ECM in definizione)
    Una giornata di studio dedicata a due figure archetipiche dell’Ombra: da Māra, nel Buddhismo primitivo, nel Buddhismo Mahāyāna e nel Tantrismo, a Satana, nelle narrazioni dell’Antico e del Nuovo Testamento, alla luce della Psicologia Analitica
    Nel seminario ci concentriamo principalmente sugli aspetti psicologici e storico-religiosi dello sviluppo della figura di Māra nell’ambito del Buddhismo. Il percorso seminariale prevedrà lo studio di testi e immagini dalle tradizioni sapienziali del Buddhismo primitivo, del Buddhismo Mahāyāna e del Tantrismo. Se nel Buddhismo primitivo l’enfasi era riposta sul riconoscimento di situazioni e stati mentali pericolosi associati alla figura di Māra, vedremo come, sotto l’influenza della compassione e della saggezza proprie del Buddhismo Mahāyāna, si assista allo sviluppo di modelli che prevedono una integrazione e, infine, una liberazione del principio spirituale rappresentato da Māra. In un testo importante del Buddhismo Mahayana, è addirittura predetto che Māra divenga egli stesso Buddha. Nel Tantra ritroviamo Māra nelle forme irate del Buddha, dove si assiste alla trasformazione delle energie di Māra in una azione liberatoria e compassionevole che integra tali aspetti iracondi. Tracceremo quindi parallelismi tra la figura di Māra e quella di Satana, come testimoniata nell’Antico e nel Nuovo Testamento, recuperando altresì riferimenti delle rappresentazioni del Diavolo nella storia dell’arte antica e moderna. Noteremo come un certo paradigma tenda all’opposizione e, in alcuni testi, a una vera e propria dissociazione tra Dio e Diavolo, bene e male: una situazione che segue a una iniziale mancanza di chiarezza tra l’azione onnipotente dello Jahvè veterotestamentario, che si può anche esprimere nelle attività dello stesso Satana (come documentato, in modo emblematico, nel Libro di Giobbe), e la rappresentazione di Satana come avversario di Dio. Comprendendo Māra e Satana come manifestazioni del male o, nel lessico della Psicologia Analitica, dell’archetipo dell’Ombra, approfondiremo infine come Carl Gustav Jung si sia occupato di questo tema nell’ambito della sua più ampia riflessione sulla psicologia della religione. In modo congruente con l’impostazione buddhista, infatti, Jung mostra come, attraverso il simbolismo della quaternità, l’immagine cristiana di Dio tenda all’integrazione – e non alla divisione o addirittura alla dissociazione – di bene e male, luce e ombra. Il seminario, riservato a Studenti di Psicologia, Psicologi, Specializzandi in Psicoterapia e Psicoterapeuti, affiancherà alle considerazioni teoriche anche sessioni a carattere esperienziale, con momenti di consapevolezza meditativa, ascolto ed espressione spontanea del corpo e attività di disegno libero, al fine di esplorare la risonanza personale dei temi trattati e delle immagini utilizzate. IPAP-Kalff-Martin-Mara-cut (2)

 Iscrizioni

– Per gli Allievi della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP: € 50 +IVA a seminario

– Per gli Psicoterapeuti Specializzati della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IPAP (entro tre anni dal conseguimento del Diploma): € 80 + IVA a seminario

– Per gli Psicologi in formazione specialistica presso altre Scuole, Psicologi Psicoterapeuti e altre Professioni: € 110 + IVA a seminario

Le iscrizioni, da effettuarsi sia presso il Portale per la Formazione in Sanità della Regione Piemonte sia inviando una email a sfp@ipap-jung.eu, terminano 10 giorni prima dall’inizio del seminario. Il seminario è confermato nel caso di iscrizioni superiori a 15 partecipanti e il pagamento verrà richiesto al momento della conferma del seminario.