L’IPAP è lieto invitare all’IPAP OPEN HOUSE 2022, “Fragilità, cura e resilienza tra Oriente e Occidente. Un dialogo interdisciplinare tra psicologia, filosofia, archeologia e religioni”, 15 ottobre e 12-13 novembre 2022, Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti” di Ivrea (TO), in occasione dell’80° anniversario della pubblicazione del primo libro di Carl Gustav Jung edito in italiano, Il problema dell’inconscio nella psicologia moderna (“La cultura”, Vol. 51, Einaudi, Torino 1942), nella traduzione di Arrigo Vita e Giovanni Bollea.

Un dialogo interdisciplinare tra psicologia, filosofia, archeologia e religione attorno alle figure della fragilità, della cura e della resilienza tra Oriente e Occidente, dal passato al presente. Esponenti delle scienze psicologiche, filosofiche e storico-religiose e del mondo sanitario ed educativo si incontrano e dialogano, nella comune consapevolezza che, come riteneva Jung, “la presa di coscienza è cultura nel senso più ampio della parola, e la conoscenza di sé è perciò l’essenza e il nocciolo di questo processo”.

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Programma

1a parte

Ritornare in sé. L’interiorità smarrita e l’infinita distrazione

In collaborazione con Nino Aragno Editore

Conferenza di Fabio Merlini

Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea (TO)

15 ottobre 2022, ore 9:30-13:00

Mattinata di studio a partire dalla presentazione del volume di Fabio Merlini, Ritornare in sé. L’interiorità smarrita e l’infinita distrazione (“Biblioteca Aragno”, Nino Aragno Editore, Torino 2022). Modera Riccardo Bernardini. Con la partecipazione di Gian Piero Quaglino.

I processi di esteriorizzazione cui siamo soggetti oggi hanno la forma di un richiamo irresistibile. Qualcosa pretende sempre la nostra attenzione, interrompendone la continuità e deviandola incessantemente su richiami ogni volta diversi. Il risultato è un perenne essere fuori di sé. Ma che esistenza è quella dove il mondo interno proprio di ognuno di noi risulta risucchiato in modo così insistente dal mondo esterno, quasi a farne l’unica preoccupazione della vita? È una esistenza in cui l’esperienza di sé collassa in una esteriorizzazione che aggiorna ulteriormente, dopo Feuerbach e Marx, il concetto hegeliano dell’estraniazione: manchiamo l’appuntamento con noi stessi. Le lezioni per un riequilibrio tra interiorità e esteriorità non mancano certo, e alcune di queste grandi lezioni (Socrate, Goethe, Dostoevskij, Buber, Proust, il pianismo di Glenn Gould) sono qui convocate molto liberamente per cercare di definire un sentimento dell’interiorità capace di proteggere l’io dalla normatività del mondo e di proteggere il mondo dal narcisismo dell’io. Una lezione, quanto mai attuale, che sarà approfondita anche con riferimento ad alcuni profili direttamente e indirettamente collegati alla storia culturale di Ivrea – Adriano Olivetti, Ernst Bernhard e Carl Gustav Jung.
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2a parte

Eresie e conversioni: varianti cliniche e mitiche sulla soglia dell’isteria

Seminario di Alberto Favole

Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea (TO)

15 ottobre 2022, ore 14:30-18:00

Pomeriggio di studio a partire dal volume curato da Alberto Favole e Ferruccio Vigna, Riconnessioni. Dall’alessitimia all’anima (“Il Tridente Campus”, Moretti & Vitali, Bergamo 2011).

La diagnosi di isteria non è più formalmente impiegata e di fatto, ormai da tempo, è stata espunta dalle edizioni dei manuali statistico-diagnostici. Tuttavia, nella pratica, per esempio in occasione di confronti tra colleghi, continua a essere citata piuttosto diffusamente. Sulla dimensione isterica, sin dalle origini, a partire da Janet e Freud, si sono articolati modelli interpretativi almeno in parte divergenti: gli uni più concentrati sulle difese dissociative e gli altri su quelle rimotive, gli uni più inclini a evidenziare meccanismi primitivi e gli altri meno, gli uni più focalizzati sulle fasi evolutive precoci e gli altri quasi unicamente interessati al transito edipico. Ciò detto, e forse oggi a maggior ragione, muoversi nel territorio dell’isteria significa spostarsi lungo un continuum, esteso dal polo che convenzionalmente definiremmo nevrotico fino a quello dei variegati casi limite. Tenuto conto, in particolare dal vertice junghiano, che l’opzione di inquadrare e differenziare non dovrebbe prevalere sul riconoscimento dell’unicità e dell’irripetibilità del soggetto. Parlare di isteria, inoltre, come ben testimoniato da tutta la tradizione delle psicologie del profondo, orienta costantemente a tenere in posizione centrale la complessità delle vicende co-transferali. E, come accaduto per numerosi autori, stimola la possibilità di far interagire mitologia e psicopatologia. Così, durante il seminario, saranno condivise alcune letture in chiave complessuale-archetipica (volgendo lo sguardo a figure mitiche come quella di Cassandra) e verranno esplorate possibilità di intervento ispirate alla clinica junghiana.

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3a parte

Forme archetipiche dell’Ombra nel Buddhismo e nel Cristianesimo alla luce della Psicologia Analitica

In collaborazione con l’Associazione Italiana SandPlay Therapy (AISPT) e il Buddhistisches Zentrum Zollikon (BZZ) (in richiesta)

Workshop di Martin Kalff

Polo Formativo Universitario “Officina H Olivetti”, Ivrea (TO)

12-13 novembre 2022, ore 9:00-17:00

Incontro di studio a cura di Martin Kalff. Modera Wilma Bosio Blotto. Con la partecipazione di Maurizio Gasseau e Riccardo Bernardini.

L’incontro di studio si concentrerà principalmente sugli aspetti psicologici e storico-religiosi dello sviluppo della figura di Māra nell’ambito del Buddhismo. Il percorso seminariale prevedrà lo studio di testi e immagini dalle tradizioni sapienziali del Buddhismo primitivo, del Buddhismo Mahāyāna e del Tantrismo. Se nel Buddhismo primitivo l’enfasi era riposta sul riconoscimento di situazioni e stati mentali pericolosi associati alla figura di Māra, vedremo come, sotto l’influenza della compassione e della saggezza proprie del Buddhismo Mahāyāna, si assista allo sviluppo di modelli che prevedono una integrazione e, infine, una liberazione del principio spirituale rappresentato da Māra. In un testo importante del Buddhismo Mahayana, è addirittura predetto che Māra divenga egli stesso Buddha. Nel Tantra ritroviamo Māra nelle forme irate del Buddha, dove si assiste alla trasformazione delle energie di Māra in una azione liberatoria e compassionevole che integra tali aspetti iracondi. Tracceremo quindi parallelismi tra la figura di Māra e quella di Satana, come testimoniata nell’Antico e nel Nuovo Testamento, recuperando altresì riferimenti delle rappresentazioni del Diavolo nella storia dell’arte antica e moderna. Noteremo come un certo paradigma tenda all’opposizione e, in alcuni testi, a una vera e propria dissociazione tra Dio e Diavolo, bene e male: una situazione che segue a una iniziale mancanza di chiarezza tra l’azione onnipotente dello Jahvè veterotestamentario, che si può anche esprimere nelle attività dello stesso Satana (come documentato, in modo emblematico, nel Libro di Giobbe), e la rappresentazione di Satana come avversario di Dio. Comprendendo Māra e Satana come manifestazioni del male o, nel lessico della Psicologia Analitica, dell’archetipo dell’Ombra, approfondiremo infine come Carl Gustav Jung si sia occupato di questo tema nell’ambito della sua più ampia riflessione sulla psicologia della religione. In modo congruente con l’impostazione buddhista, infatti, Jung mostra come, attraverso il simbolismo della quaternità, l’immagine cristiana di Dio tenda all’integrazione – e non alla divisione o addirittura alla dissociazione – di bene e male, luce e ombra. Il seminario, riservato a Studenti di Psicologia, Psicologi, Specializzandi in Psicoterapia e Psicoterapeuti, affiancherà alle considerazioni teoriche anche sessioni a carattere esperienziale, con momenti di consapevolezza meditativa, ascolto ed espressione spontanea del corpo e attività di disegno libero, al fine di esplorare la risonanza personale dei temi trattati e delle immagini utilizzate.
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4a parte

Il simbolismo psicologico dei Magi equinoziali nella Pieve di San Lorenzo e Battistero di San Giovanni Battista di Settimo Vittone (IX sec.)

In collaborazione con l’Associazione Octava Paesaggi di Storia (in richiesta)

Visita guidata a cura di Alessandra Mei

Pieve di San Lorenzo e Battistero di San Giovanni Battista, Settimo Vittone (TO)

12 novembre 2022, ore 18:00-20:00

Visita guidata di studio a cura di Alessandra Mei, con la partecipazione di Riccardo Bernardini, nell’ambito di una serie di appuntamenti che l’IPAP ha finora promosso per osservare, con uno sguardo psicologico, alcuni tra i monumenti più significativi della storia dell’arte religiosa dell’antichità – dalla Chiesa di San Bernardino (2021) alla Basilica di San Miniato al Monte di Firenze in occasione del Solstizio d’Estate (2022).

Il complesso della Pieve di San Lorenzo e dal Battistero di San Giovanni Battista a Settimo Vittone (TO), risalente alla seconda metà dell’IX secolo, rappresenta una tra le vestigia cristiane più antiche del Canavese, nonché uno dei più significativi esempi di architettura pre-romanica del Piemonte. Collocata in posizione elevata rispetto al paese e al corso della Dora Baltea, la pieve e l’annesso battistero a pianta ottagonale avrebbero costituito, nel Medioevo, una tappa importante per viaggiatori e pellegrini lungo la via Francigena. Gli affreschi all’interno della chiesa e lungo le pareti del corridoio che conduce al battistero testimoniano l’evoluzione che la pittura ha avuto, lungo un tempo si quasi tre secoli, nel Canavese. Tra gli affreschi che adornano le pareti, in particolare, vi è un soggetto specifico, l’“Adorazione dei Magi”, sul quale la visita di studio si focalizzerà. Una prima Adorazione è attribuita a Giacomino da Ivrea (nato a Bollengo o in prossimità di Ivrea verso il 1400) e risale alla prima metà del XV secolo; una seconda, collocata nel registro inferiore della parete destra della navata della Pieve, è datata ai primi anni del 1300, ma forse anteriore di un secolo. Insieme allo stranissimo fiore che è tenuto in mano della Vergine Maria, forse una radice fiorita di mandragola, a difesa contro i demoni, e alla raffigurazione dell’epifania di Gesù come inizio di un nuovo tempo storico, che “rompe” l’eterna circolarità dell’Aiōn greco, troviamo l’antico mito iranico dei tre Magi: Melchiorre, “Re della luce”, veste una tunica giallo-oro Baldassarre, “Protetto del Signore”, un abito rosso e Gaspare, “Possessore dello splendore”, uno blu, a significare non solo le tre età dell’uomo (giovinezza, maturità, vecchiaia), ma anche tre principi spirituali o interiori, che la visita permetterà di approfondire.

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Profili bio-bibliografici

KalffMartin Kalff, docente e co-fondatore della International Society for Sandplay Therapy (ISST) e della Schweizerische Gesellschaft für Sandspieltherapie (SGSST), lavora come Sandplay Therapist, insegna Sandplay Therapy presso diverse istituzioni formative ed è insegnante di meditazione a Zollikon, presso Zurigo. Dopo il conseguimento del Dottorato di Ricerca in Religione comparata, ha proseguito i suoi studi all’Università di Zurigo e alla Columbia University di New York. Ha svolto la sua analisi didattica con Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, e completato il suo percorso formativo in Psicologia Analitica presso il C.G. Jung-Institut di Küsnacht. Parallelamente alla formazione junghiana e alla pratica della Sandplay Therapy – un metodo ideato dalla sua stessa madre, Dora Kalff (1904-1989) –, ha proseguito lo studio del Buddhismo sotto la guida di diversi maestri della tradizione Mahāyāna e Vajrayāna tibetana. Nelle attività di supervisione e approfondimenti di casi clinici, propone un approccio basato sull’esperienza corporea, ispirato anche alla meditazione buddhista e ricorrendo alla pratica della mindfulness. Su questi temi ha pubblicato Ascoltando il corpo. Nuove vie per il gioco della sabbia (a cura di Paolo Ferliga, Moretti & Vitali, 2018), riedito recentemente in inglese come Old and New Horizons of Sandplay Therapy: Mindfulness and Neural Integration (con P. Ferliga, Routledge, 2021).

Favole-fotoAlberto Favole, Psicologo Psicoterapeuta, specialista in Psicologia della Salute, Psicologo Analista, Socio dell’Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica (ARPA) e della International Association for Analytical Psychology (IAAP), è docente di Nuove figure della psicopatologia e nuove prospettive della psicoterapia presso l’Istituto di Psicologia Analitica e Psicoterapia (IPAP), Scuola di Specializzazione in Psicoterapia. Sempre presso IPAP, ricopre anche il ruolo di Tutor di tirocinio e di Tutor di tesi. Ha lavorato per numerosi anni (2008-2021), in qualità di consulente, presso la Regione Piemonte e il Consiglio Regionale del Piemonte, sui temi del disagio occupazionale e dello stress lavoro correlato, declinati in chiave individuale, gruppale e organizzativa. Ha lavorato per numerosi anni (2006-2022), come consulente dell’ASL Città di Torino, nello specifico presso Centri di Salute Mentale del territorio, in attività di prima accoglienza, psicodiagnosi, consultazione e psicoterapia. Dal 2013 è membro del Comitato Redazionale (nel periodo 2016-2018 anche membro del Comitato Direttivo) della rivista L’Ombra (Moretti & Vitali), rivista semestrale che intende sviluppare e ampliare le tematiche dell’immaginario e del simbolico in ambito filosofico, letterario e clinico, al fine di contestualizzare le concezioni junghiane nella cultura contemporanea. Con Ferruccio Vigna ha curato il volume collettaneo Riconnessioni: dall’alessitimia all’anima (2011). È autore di numerosi articoli comparsi in volumi collettanei e riviste di settore, tra cui “Psicologia analitica, teoria dell’attaccamento e neuroscienze: possibili convergenze” (2009), “Sui complessi a tonalità affettiva” (2010), “Brevi note sull’autonomia dei complessi” (2012), “Sabina Spielrein: attraversamenti di confine” (2013), “Se gli inconsci si guardano: considerazioni sul mirroring in terapia” (2013), “Alessitimia e sincronicità. Una coppia di opposti sull’asse Io-Sé” (2015), “Jung. Un’epistemologia emergentista?” (con N. Narcisi e F. Vigna, 2016), “Microcosmo-macrocosmo. Dal grande orologiaio alla psicoanalisi” (con N. Narcisi e F. Vigna, 2017), “Studi neuroscientifici e studio dell’analista” (2019) e “Sull’emergere nella clinica junghiana” (2021).

TiPress_Fabio Merlini-cutFabio Merlini, filosofo, è Direttore Regionale dell’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale (IUFFP) di Lugano e, dal 2010, Presidente della Fondazione Eranos di Ascona. Già privat-docent all’Università di Losanna, dove ha insegnato Filosofia della cultura (1988) e quindi professore invitato per l’insegnamento di Epistemologia delle scienze umane (1999-2003), dal 2003 al 2011 è stato inoltre docente di Etica all’Università dell’Insubria (Varese). Ha presieduto la Commissione culturale del Cantone Ticino dal 2012 al 2019. Dal 1996 al 2000 ha co-diretto il Groupe de Recherche sur l’Ontologie de l’Histoire presso gli Archivi Hussler della École Normale Supérieure di Parigi, i cui lavori – Après la fin de l’histoire (1998), Historicité et spatialité (2001) e Une histoire de l’avenir (2004) – sono stati pubblicati dall’editore Vrin. Tra i suoi libri, ricordiamo La comunicazione interrotta. Etica e politica nel tempo della “rete” (2004), L’efficienza insignificante. Saggio sul disorientamento (2009, apparso in francese come L’époque de la performance insignifiante. Réflexions sur la vie désorientée, 2011), Schizotopies : Essai sur l’espace de la mobilisation (2013, pubblicato in italiano come Ubicumque. Saggio sul tempo e lo spazio della mobilitazione, 2015), L’architettura inefficiente (con L. Snozzi, 2014, edito in francese come L’architecture inefficiente, 2016) e Catastrofi dell’immediatezza (con S. Tagliagambe, 2016). Il suo lavoro, Triste esthétique. Essais sur les catastrophes de l’immédiateté, pubblicato in francese per l’editore Vrin (2018), è apparso anche in italiano, per i tipi di Bollati Boringhieri, con il titolo L’estetica triste. Seduzione e ipocrisia dell’innovazione (2019). Il suo ultimo libro è Ritornare in sé. L’interiorità smarrita e l’infinita distrazione (2022). Ha inoltre curato i volumi collettanei Nuove tecnologie e nuove sensibilità. Comunicazione, identità, formazione (2005), Identità e alterità. Tredici esercizi di comprensione (con E. Boldrini, 2006), Per una cultura della formazione al lavoro. Studi e analisi sulla crisi dell’identità professionale (con L. Bonoli, 2010) e Semi ad usum praesentis. Un incontro sul pensiero di Jean-Jacques Rousseau (2013). Ha inoltre collaborato al Cahier de l’Herne dedicato a Friedrich Nietzsche in occasione del centenario della sua morte (2000) e, insieme ad autori quali J. Derrida, P. Ricoeur e M. Crépon, ha contribuito al volume collettaneo La philosophie au risque de la promesse (2004). Tra le sue opere di poesia, Filo di perle. Poesie liriche in tre tempi (2015). Con Riccardo Bernardini, ha curato l’edizione originale di Rinascere. Testo e appunti della conferenza tenuta a Eranos nel 1939 (2020). È Docente presso dell’Istituto di Psicologia Analitica e Psicoterapia (IPAP), Scuola di Specializzazione in Psicoterapia (Ric. D.M. 25-05-2016, N. 1063).