Tra i capolavori dell’architettura romanica, la Basilica di San Miniato al Monte a Firenze ha celebrato nel 2018 il suo millennio, nonostante la sua storia risalga, ancora più anticamente, alla tumulazione del santo armeno Miniato, martirizzato nel 250 per ordine dell’imperatore Decio.

Benché nei vari Concili dei primi secoli (Laudicea nel 361, Toledo nel 400, Braga nel 561) fossero stati pronunciati anatemi contro l’astrologia, questa era troppo radicata nelle credenze universali affinché potesse esserne estirpata. L’idea di San Tommaso d’Aquino secondo cui, pur nel condizionamento caratteriale prodotto dai pianeti, la volontà dell’uomo resti libera (“astra inclinant, non necessitant”) si tradusse nel compromesso medievale, accolto anche da Dante, che gli astri possano indicare il destino, pur senza determinarlo. Il fedele ritrova così i simboli zodiacali anche nei luoghi di preghiera: dalla Cattedrale Notre-Dame di Amiens alla Basilica Sainte-Marie-Madeleine di Vézelay, dalle Cattedrali Notre-Dame di Senlis, Laon e Chartres alla porta bronzea della Basilica di San Zeno Maggiore a Verona, allo Scalone dei Morti e al Portale dello Zodiaco dell’Abbazia di San Michele della Chiusa (Sacra di San Michele) in Val di Susa, l’arte e l’architettura sacra hanno spesso recepito la simbologia astrologica, adottando il bestiario dello Zodiaco come icone dello scorrere del tempo o, talora, dei fondamenti teologici cristiani.

Lo Zodiaco di San Miniato al Monte, visibile nel tappeto marmoreo della navata centrale, rappresenta una vera e propria “macchina filosofica” dell’astrologia più arcana, legata a ritmi quotidiani, annuali ed epocali, e congiunta in modo puntuale con i simboli all’interno e sulla facciata della chiesa. L’orientamento destrorso di tale Zodiaco – notato anche da Luigi Aurigemma ne Il segno zodiacale dello Scorpione e pressoché senza raffronti con altri modelli contemporanei – e la particolare rappresentazione dei suoi glifi, la peculiarità idrogeologica del luogo e la disposizione geografica dell’edificio, il suo sviluppo su tre livelli – cripta/Inferi, piedicroce/Terra e abside/Cielo – e le sue auree proporzioni – riconducibili a quella concezione di Dio come mundi elegans architectus ispirata dal Timeo platonico e ripresa dalla scuola dei costruttori di Chartres –, l’ibridazione di arte islamica e cristiana, le sculture teriomorfe e le iscrizioni steganografiche – a testimonianza delle influenze neopitagoriche, platoniche e neoplatoniche che attraversarono anche l’opera di Dante – conferiscono a San Miniato al Monte un carattere eccezionalmente mistico.

Testimone così di una particolare ricezione cristiana del simbolismo astrologico preesistente, la Basilica è stata oggetto di studi astrologici, simbolici, storico-artistici, storico-architettonici, archeoastronomici, monastici, documentali ed epigrafici, nonché di opere devozionali, artistiche e letterarie. La visita guidata intende offrire l’opportunità di approfondire alcune considerazioni psicologiche sull’iconografia della Basilica, con particolare riferimento a cinque luoghi particolarmente simbolici: lo Zodiaco marmoreo della navata centrale; la Porta Santa rivolta a Oriente; il Teriomorfo scolpito nell’ambone; il glifo astrologico dei Pesci; e l’iscrizione steganografica pavimentale.

Tale complesso simbolismo sembra raccontarci delle angosce millenaristiche dell’uomo medievale per la venuta dell’Anticristo, alla fine di una età del mondo (astrologicamente, secondo Carl Gustav Jung, la “commissura” o momento di passaggio dal primo al secondo pesce nella costellazione dei Pesci, lungo il movimento di precessione degli equinozi), ma anche delle sue speranze escatologiche per l’inizio di una nuova era cosmica, colma di grazia e serenità, profetizzata da Gioacchino da Fiore (l’Era dello Spirito Santo), poi vaticinata da mistici come Helena Petróvna Blavatsky e Rudolf Steiner (l’Era dell’Acquario) e, da un punto di vista psicologico, echeggiata dallo stesso Jung inizialmente nel Liber Novus o Libro rosso (“La via di quel che ha da venire”) e quindi più compiutamente trattata in Aion. Ricerche sul simbolismo del Sé (l’Eone della Psicologia).

La visita guidata, a cura di Riccardo Bernardini e Robert Michael Mercurio, è riservata agli Allievi e Docenti IPAP e ai Soci ARPA. Per il numero limitato di posti disponibili, è richiesta l’iscrizione.

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